Cari colleghi e colleghie,Â
ho scelto di fare sindacato perché ho visto troppi infermieri iniziare la propria vita professionale già in svantaggio.
Noi non partiamo alla pari con tutti gli altri.
Partiamo spesso già stanchi, precari, con stipendi bassi, lontani da casa, costretti a cambiare città , a pagare affitti impossibili, anticipi, fideiussioni, viaggi, doppie spese, rinunce.
E mentre dovremmo costruirci una vita, troppo spesso restiamo lì: a cercare semplicemente di non affondare.
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Non conosco quasi nessun infermiere che non abbia pagato un prezzo personale, economico o familiare per restare dentro questa professione.
Poi arriva il paradosso.
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Una professione essenziale, laureata, con rischi e responsabilità enormi, viene ancora trattata economicamente e socialmente come se fosse sempre sostituibile.
Come se un infermiere potesse essere spremuto, spostato, ignorato, trattenuto, caricato di responsabilità e poi liquidato con qualche promessa, qualche bonus, qualche briciola contrattuale.
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Nel tempo ho capito anche un’altra cosa: una parte del sindacalismo tradizionale non vuole davvero cambiare il sistema.
Vuole gestirlo.
Vuole conservarlo.
Vuole fare iscritti dentro un sistema che continua a produrre sfruttamento, rassegnazione e fuga dalla professione.
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Per questo è nato Nexsus.
Per provare a riportare la professione infermieristica dove merita di stare.
Più in alto.
Più rispettata.
Più libera.
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Nexsus nasce per provare a unire gli infermieri sotto un’unica bandiera professionale, senza dividerli per azienda, territorio, contratto, appartenenza o convenienza.
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Perché il problema non è solo l’indennità da aumentare di pochi euro.
Il problema è molto più profondo.
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Basterebbe osservare il peso crescente della sanità privata, delle cooperative, degli appalti, degli interessi economici che ruotano attorno al lavoro sanitario privato e pubblico, chi c'è dietro, per capire che la professione infermieristica è diventata una pedina dentro un sistema più grande.
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Un sistema che ha bisogno degli infermieri, ma non vuole riconoscerli fino in fondo.
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Anche con il prossimo rinnovo contrattuale, non facciamoci illusioni: arriverà probabilmente un piccolo aumento, non una rivoluzione. Qualcosa di simile a quanto già visto in passato.
Poco rispetto al costo della vita.
Poco rispetto alle responsabilità .
Poco rispetto ai turni, alle notti, ai festivi, al rischio professionale, al carico emotivo, alla fatica fisica e mentale.
Poco rispetto a ciò che questa professione garantisce ogni giorno al Paese.
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Se cercate un sindacato che vuole provare a rivoluzionare la professione infermieristica — dagli stipendi ai diritti, dalle indennità al riconoscimento professionale — nelle idee di Nexsus c’è questa strada.
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Se invece pensate che il problema sia solo aumentare un’indennità di tre euro, se in fondo lo stipendio vi sembra accettabile, se pensate che basti aspettare il prossimo tavolo, il prossimo comunicato, la prossima promessa, allora probabilmente potete restare dove siete.
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Nexsus non cerca semplicemente tessere.
Cerca colleghi che vogliono evolvere.
Cerca infermieri che non accettano più la mediocrità come destino.
Cerca persone pronte a mettersi in gioco nelle proteste, nelle manifestazioni, nelle iniziative che stiamo provando a organizzare nonostante ostacoli, silenzi e mille difficoltà .
Davanti alle Regioni.
Davanti alle istituzioni.
E da ottobre, di nuovo, davanti al Parlamento.
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Perché gli infermieri non hanno bisogno di essere compatiti.
Hanno bisogno di essere riconosciuti.
E per essere riconosciuti devono prima decidere di non restare più fermi.
Chiedi info o iscriviti, clicca qui… 3343323420





